Cercasi gol disperatamente

mio articolo da RIVERPLATE.COM del 12 marzo 2010

Il River ha realizzato appena 6 gol nelle prime 8 uscite del Clausura e vale la pena ricordare che la metà di questi li ha fatti contro il Chacarita così come nella metà delle uscite non è stato in grado di segnare in assoluto. Nemmeno giocare in casa sembra più essere un fattore e così la proverbiale prolificità al Monumental ha lasciato il posto alla miseria di 2 striminzite reti in quattro partite interne.

L’analisi di questa crisi passa inevitabilmente quanto banalmente per la statura degli attaccanti: che si tratti di giovani di belle speranze ma pur sempre con poca esperienza piuttosto che di punte spuntate, non ci sono più Cavenaghi né il Pipita Higuain, però nemmeno gente come loro. E alle loro spalle, a suggerire, ci cono Gallardo e Ortega a mezzo servizio, ancora non può rientrare Buonanotte e gran parte del lavoro è sulle spalle di un nuovo arrivato, valente ma ancora in fase di rodaggio: Rojas.

E’ lo stesso Astrada ad aver analizzato le cose in questo modo: “Non dobbiamo nemmeno dare tutta la responsabilità a Canales e Funes Mori,” ha spiegato, “bisogna sfruttare anche gli inserimenti dei centrocampisti e i calci piazzati.” Aggiungendo poi che un attaccante che non segni tende a demoralizzarsi e va sostenuto.

Prendendo spunto da queste riflessioni, vediamo allora come stanno le cose.

Funes Mori ha giocato più di 400 minuti in questo torneo ma ancora non ha fatto un gol che sia uno. Canales, da par suo, di reti ne ha fatta una sola. Accanto a loro, può essere schierato il giovanissimo Villalva, che ha dimostrato di saper essere letale di fronte a chiunque a dispetto della sua età ma che ricordando anche l’ultimo Apertura ha sempre dato il massimo quando appoggiato da Ortega.

Giungiamo così al capitolo dei suggeritori. Con Buonanotte che sta pian piano recuperando ma inizia soltanto adesso ad allenarsi con la palla e potrà rientrare forse solo nel finale del Clausura, Gallardo non riesce a giocare più di un tempo e intorno a Ortega non si è ancora fatta chiarezza. Dopo la sua ricaduta nell’alcolismo, sembrava che per l’ennesima volta si fosse trovato il modo di arginare la crisi ed effettivamente il Burrito è tornato ad allenarsi e sembra avere recuperato un accettabile equilibrio psicofisico. Trascorse la settimane che il DT gli aveva dato per ritrovarsi rimanendo lontano dai campi, ora non si capisce bene cosa stia succedendo perché il giocatore, sempre presente agli allenamenti, si dice pronto e conseguentemente a disposizione mentre Astrada continua a ignorarlo. Ripensando agli spazi che l’Independiente ha lasciato domenica alla Banda prima di cogliere un immeritato vantaggio, viene da rodersi pensando all’esclusione di Ortega, che in quegli spazi avrebbe fatto autentiche scorribande, ma il pensiero va anche al resto della stagione, con un gioco che in sua assenza si prospetta lento e macchinoso, e anche al futuro un po’ meno prossimo, con il rischio che l’idolo a giugno se ne vada se l’atteggiamento del tecnico non cambiasse. O se non cambiasse proprio il tecnico.

Diciamocelo, in una situazione del genere non c’è da stupirsi che il River sia sedicesimo in classifica e appena sopra la zona calda del Descenso.

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