Libertadores: trionfa l’Internacional

mio articolo da MAGIC FOOTBALL del 19 agosto 2010

In un Beira-Rio stipato all’inverosimile l’Internacional di Porto Alegre ha conquistato la sua seconda Coppa Libertadores. Dopo il trionfo del 2006, cui seguì la conquista del Mondiale per Club, i rossi del Rio Grande do Sul hanno superato i messicani del Chivas orfani di Chicharito Hernandez e alzato un’altra volta il trofeo più prestigioso del Sud America. Ora nel mirino c’è una nuova affermazione planetaria e sulla strada, ironicamente, un’altra Inter, quella italiana.

Il crescendo di prestazioni dei nuovi padroni del continente è stato notevole. Liberatosi nei quarti dei campioni in carica dell’Estudiantes solo grazie a un gol allo scadere della partita di ritorno di Giuliano, in semifinale è stata la volta del San Paolo, col derby brasiliano risoltosi solo in virtù dei gol seganti fuori casa. Nella doppia finale, per finire, due vittorie in rimonta e altri due sigilli di Giuliano.

Oltre a questo giovane centrocampista dal futuro assicurato, tanti sono i protagonisti della fantastica cavalcata dell’Inter. La difesa è stata affidata ai due veterani Bolivar e Indio. Il centrocampo si è retto sull’esperienza degli argentini D’Alessandro e Guiñazú. Davvero sorprendente è stato però l’attacco, che con l’eccezione degli ultratrentenni Alecsandro ed Edu ha vissuto degli spunti di due ragazzi: Taison e il prodotto del vivaio Leandro Damião, autore quest’ultimo di un gol nella partita decisiva. Tutti agli ordini di Celso Roth.

Guardando ai record, non si può non menzionare il Pato Abbondanzieri, che dopo i successi continentali col Boca con questo ha fatto poker in Libertadores. E ad Abu Dhabi, a dicembre, potrebbe diventare campione del mondo per la terza volta.

Tornando a quest’edizione della Coppa, l’Internacional ha giocato 14 partite vincendone 8, pareggiandone 3 e perdendone altrettante. Sette i successi in altrettanti incontri casalinghi. Venti i gol fatti, dodici quelli subiti. Solo in due occasioni non ha segnato.

Venendo al futuro prossimo, invece, c’è una classifica da sistemare nel Brasileirão. Dopo 14 dei complessivi 38 turni sono 12 i punti di ritardo dal capolista Fluminense, benché ci sia una partita da recuperare. Indicativo che la serie di vittorie che avevano proiettato il Colorado ai margini dei quartieri alti sia stata interrotta da un pareggio e una sconfitta solo in concomitanza delle fasi finali della Libertadores. Ora che la Coppa è finita, e nel migliore dei modi, l’ottimismo è quindi d’obbligo. Riuscisse a conquistare un nuovo titolo nazionale dopo quelli degli anni Settanta, si tratterebbe del quarto. Ma se anche non capitasse, questo decennio rimarrebbe da incorniciare: due le Libertadores, almeno uno il Mondiale per Club, e poi una Recopa e addirittura sei campionati statali, benché l’ultimo sia andato ai rivali cittadini del Gremio. Un motivo in più per non cedere. Su nessun fronte. Con la fame che tutti al Club stanno dimostrando di avere ancora, adesso che l’Internacional è entrato di diritto nell’olimpo dal calcio mondiale e ha i mezzi per arrivare ancora più in alto.

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