River, all’ultimo respiro

mio articolo da MAGIC FOOTBALL del 5 dicembre 2011

No, non ha vinto. Anzi, ha proprio perso. E pure contro il Boca di B, quello di Corrientes, lo stesso fine settimana in cui il Boca più grande, l’avversato arcirivale ‘xeneize’, ha conquistato il campionato maggiore per la ventiquattresima volta – riducendo così a 9 il divario rispetto al record di titoli nazionali (33) che se non altro proprio al River continua ad appartenere.

L’ennesimo gol allo scadere subito dai ‘millonarios’ in questa stagione non ha comportato terremoti in classifica: la Banda di Almeyda è sempre seconda dietro all’Instituto, fermato sul pareggio dal rampante Quilmes, e il Rosario Central che pure l’ha raggiunto a quota 30 punti resta terzo per la differenza reti. Come dire, finisse oggi il campionato il River sarebbe comunque promosso direttamente.

Ma i numeri stanno prendendo la piega sbagliata: dopo 17 turni sono più le partite senza vittoria (9) di quelle finite con un successo. E delle ultime 6 ben 3 si sono chiuse con una sconfitta. Di questi tre stop, poi, per tornare alla considerazione sugli episodi decisivi allo scadere, 2 sono venuti per via di gol incassati negli ultimi minuti: all’84’ quello dell’Aldosivi, proprio al 90’ quello contro il Boca Unidos. E sabato sera gli Xeneizes non hanno perso l’occasione per ironizzare sull’omonimia dei correntini, dopo che alla sconfitta con l’Aldosivi detto Tiburon cioè ‘squalo’ era corrisposta l’assegnazione a una nuova stella del Boca grande, il giovane attaccante Blandi, dello stesso nomignolo dei gialloverdi primi carnefici dei ‘millonarios’ nella serie cadetta.

Per fortuna del River però non tutte le partite decise nel finale, che sono addirittura otto, sono andate male. Con ancora negli occhi il palo di Rios a tempo scaduto che settimana scorsa, dopo il pareggio di Cavenaghi al 78’, avrebbe potuto significare una vittoria in rimonta sul Rosario Central ancor più preziosa oggi, alla luce degli ultimi sviluppi, ripercorriamo gli altri episodi.

Il primo alla quarta giornata contro il Quilmes. Negativo, dato che il gol di Telechea al 90’ significò pareggio e i primi 2 punti persi nel torneo. Poi però, già la settimana seguente, la compensazione con la rete all’89’ del rientrante Rogelio Funes Mori che valse il pari interno col Defensa y Justicia: altri 2 punti persi, o 1 guadagnato per come si erano le messe le cose, ma quel che conta il mantenimento dell’imbattibilità. Si deve attendere la nona, col roboante 7-1 sull’Atlanta, per trovare un altro finale rovente: questa volta i gol segnati furono due, uno per parte e chiaramente ininfluenti a risultato ampiamente acquisito, a firma Rios all’84’ e poi Soriano tre minuti dopo. Viene poi la rete dell’Aldosivi nell’ultimo incontro casalingo disputato in esilio, sul campo del San Lorenzo, con Zunino che a 6 dal termine ha messo il punto del ricordato primo e storico ko stagionale. In occasione delle due sonanti vittorie esterne di novembre, quindi, altre tre reti allo scadere: due a Jujuy (subita da Minici all’87’ e fatta da Cavenaghi al 90’) e una a Puerto Madryn realizzata su rigore all’88’ da Bottino del Guillermo Brown. Per concludere, subito dopo e in sequenza, l’episodio del ricordato, sfortunato palo di Rios col Central e poi il gol di Núñez, ironia della sorte per il nome che porta e la sua dichiarata fede ‘millonaria’, al 90’ a Corrientes – realizzazione che ha sancito un risultato ingiusto per quanto il River aveva dominato andando oltretutto in gol solo per vederselo annullare in ragione di un dubbio fuorigioco.

Microcosmo e macrocosmo corrispondono. E così, neanche a metà del cammino, questi episodi stanno confermando come la stagione della Banda sia ardua e soprattutto rischi di risolversi veramente sul filo di lana. All’ultimo respiro, con la prospettiva di doverlo esalare e poi spegnersi che i milioni di tifosi ‘millonarios’ non vogliono nemmeno considerare.

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