Anche l’Independiente ha il suo baby prodigio

mio articolo da MAGIC FOOTBALL dell’11 dicembre 2011

Non sono forse in tanti a pensare automaticamente all’Independiente quando si nominano Agüero, Forlan o Denis. Eppure si tratta di alcuni dei numerosissimi talenti provenienti dai ‘rossi’ più prestigiosi al mondo – anche più di Manchester United e Bayern Monaco se sette Libertadores vinte da soli valgono altrettante Coppe dei Campioni vinte in due, per esempio. Cresciuti nelle giovanili del più titolato club di Avellaneda – periferia sud di Buenos Aires – e terzo al mondo per titoli internazionali, o comunque a suo tempo affermatisi definitivamente nella sua prima squadra, sono meravigliosi testimoni di un calcio e di una cultura sportiva unici nel loro genere.

Ebbene, da oggi di stella ne brilla un’altra. Si chiama Martin Benitez, ha 17 anni e con due gol decisivi nelle ultime due partite si è imposto all’attenzione pubblica con la stessa prepotenza con cui recentemente avevano fatto Blandi del Boca, Ocampos del River Plate e poco prima Lamela, anche lui del River, che è già in Europa. Come a dire che anche l’Independiente c’è.

Suo mentore niente meno che Ramon Diaz, che sta riuscendo nell’impresa di rivitalizzare il Rojo in corrispondenza dell’ultima delle stazioni della via crucis di panchine sudamericane che spera lo riconduca a quella che ama più di ogni altra. E a un ‘millonario’ come lui fa piacere forse più che a qualsiasi altro altro che il ‘Misio’, comè soprannominata per via delle sue origini questa giovane mezza punta nata nel nord dell’Argentina, abbia a suo tempo rifiutato il Boca privilegiando invece la sua attuale squadra.

Fatto sta che coi suoi due gol in pochi giorni (il primo contro il Newell’s entrando in campo da sostituto e il secondo nel ‘clasico’ col San Lorenzo in occasione della prima da titolare), Benitez sta mantenendo accese le speranze dell’Independiente di ottenere in extremis la qualificazione alla prossima Libertadores. Competizione, questa, che è nel DNA del club non a caso detto Re di Coppe e che in omaggio alla tradizione potrebbe o meglio dovrebbe entrare a far parte anche della vita di questo nuovo campione. A lui, inutile dirlo, si chiede di scrivere altre pagine storiche sotto gli spalti ammodernati della vecchia e gloriosa Doble Visera.

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