Serie A, bilancio di fine anno

mio articolo dall’edizione di gennaio 2012 di COMUNITA’ ITALIANA di Rio de Janeiro

Dopo quattro mesi la classifica del campionato di Serie A è tornata ad assumere un aspetto familiare. Archiviato un inizio anomalo caratterizzato dalla partenza a rilento di alcune grandi, ci sono volute poche settimane perché molti osservatori trovassero conferma alle loro previsioni di imminente normalizzazione e altrettanti, che avevano garantito che si stesse vivendo una nuova e rivoluzionaria stagione del calcio, si arrendessero invece alla realtà.

Dal mucchio selvaggio si è passati a una lenta ma inesorabile restaurazione delle squadre più forti e attrezzate. Alle altre, come sempre, una volta abbandonate le velleità di primato non resta che provare a fare la solita campagna: nel mirino al massimo la qualificazione all’Europa meno importante e più facilmente una salvezza da conquistare quanto prima.

A tre giornate dall’assegnazione di un titolo d’inverno simbolico ma anche importante per motivi statistici e scaramantici assieme, che è programmata per fine gennaio, guidano la Juventus (unica ancora imbattuta) e il Milan. A comandare, in realtà, è però il gruppetto di quattro squadre comprensivo anche di Udinese e Lazio che sta davanti a tutti praticamente da tre mesi.

I bianconeri stanno sicuramente beneficiando della mano del nuovo allenatore, un Antonio Conte identificato con la causa con una passione coinvolgente al punto che in Italia non si riscontrava qualcosa di simile dai tempi di Mourinho all’Inter. Il Milan è forse la squadra più solida ma paradossalmente il suo equilibrio potrebbe essere minato dall’interno: Berlusconi è tornato ad occuparsi in prima persona del club e starebbe per scatenare una guerra ideologica con Allegri, a cui imputa l’imposizione di un gioco troppo poco spumeggiante. Udinese e Lazio, invece, stanno dimostrando continuità a conferma della bontà del progetto intrapreso lo scorso anno; i complimenti che raccolgono, a proposito di programmazione, sono gli stessi che spera di meritare nel prossimo campionato una Roma che in questo è sesta a parimerito col Napoli e in costante crescita, il vero cantiere aperto del torneo.

Immediato inseguitore del gruppetto di testa è l’Inter. La valutazione sull’andamento dei nerazzurri è importante soprattutto per capire cosa sta succedendo in Serie A. E’ una squadra a cui sono state attribuite le peggiori pecche possibili: ha cambiato l’ennesimo allenatore a stagione iniziata, i suoi campioni sarebbero vecchi e logori, i suoi giovani ancora acerbi e un mercato importante non lo fa da un anno e mezzo. Per due mesi è stata considerata a rischio retrocessione ma ora, giocata la sedicesima giornata, ha ridotto a 8 i punti di ritardo dalla vetta e appena 6 quelli dalla zona Champions avendo scalato ben dodici posizioni e superato in classifica anche il tanto ammirato Napoli. Non potrebbe quindi esserci elemento più significativo per inquadrare un campionato che, come ricordato, sta assumendo le sembianze di uno qualunque del passato. Resta infatti solo da scoprire chi vincerà fra le solite note, Inter compresa, a cui come dimostrato basta o comunque basterebbe poco per primeggiare e poi giocarsi tutto fra loro.

Parallelamente alle vicende calcistiche in senso stretto, quelle giudiziarie. Il recente ‘tavolo della pace’ a cui la Federazione ha invitato i principali protagonisti di Calciopoli si è chiuso col classico ‘vogliamoci bene’ che rispecchia la visione degli organi federali, riusciti a lavarsi le mani per l’ennesima volta. I rappresentanti dei club coinvolti, che continuano a illudersi e illudere di poter torvare una soluzione che invece non arriverà mai, fanno però pensare che nell’ambiente ci si voglia male.

Sul fronte scommesse, intanto, alcuni calciatori e tesserati le cui responsabilità in estate erano state minimizzate sono stati travolti dall’improvvisa ondata degli ultimi arresti. Di fronte a tanto squallore, il pensiero va a tutti i tifosi sinceri che si sono ostinati a credere nell’innocenza dei propri idoli e ai club che per anni hanno pagato profumatamente dei doppiogiochisti arrivando a dover rispondere di una responsabilità oggettiva, a fronte delle malefatte di questi ultimi, che rischia di rovinarli.

Nel frattempo l’Italia è la sola nazione ad aver portato alla fase a eliminazione diretta delle due coppe europee tutte le sue squadre ancora in corsa, che sono cinque. Con la Juventus (che non vi partecipa) e la Roma (prematuramente eliminata ad agosto), formano il gruppo delle prime nell’attuale classifica della Serie A 2011-12 ma anche di quella definitiva della Serie A 2010-11, la scorsa. Con buona pace di chi credeva che stesse avvenendo una rivoluzione…

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