River, febbraio a tutto gas

mio articolo da Riverplate.com del 29 febbraio 2012, riproposto su VAVEL.COM di Madrid e Magic Football

Febbraio è stato il mese del rilancio. Dopo una preparazione tormentata e un crisi sfiorata in seguito al doppio ko col Boca, in verità più deleterio per via delle polemiche che dei risultati, il gruppo guidato da Almeyda ha saputo ricompattarsi per lanciarsi nel lungo sprint che nei piani dovrebbe portare all’immediata risalita in Primera Division.

Rinforzi di grande qualità come Trezeguet e Ponzio non erano sembrati sufficienti a dare la scossa necessaria a una squadra certamente attrezzata e dalle grandi potenzialità ma anche inevitabilmente invischiata in una categoria dura ancor più perché mai affrontata prima. E così le polemiche del Chori Dominguez con Falcioni prima e addirittura con Cavenaghi in un secondo tempo, e più recentemente le voci sul rinnovo contrattuale proprio di Cavenaghi che non sarebbe scontato, parevano rappresentare al meglio la condizione di una Banda un po’ allo sbando. Le cose però stavano diversamente, o almeno dopo un reale momento di crisi hanno volto al meglio per merito sia del principale condottiero, il Pelado, che di un grande senso di responsabilità di tutti i giocatori.

La prima uscita di campionato del nuovo anno coincideva con l’ultima giornata del girone d’andata di un torneo, la B Nacional, che non è strutturato per semestri come la serie maggiore. E il pareggio sul campo dell’Almirante Brown, checché si sia avuto da ridire dell’erba esageratamente alta che avrebbe tagliato le gambe e inibito il gioco, non è stato certamente il tipo di risultato adatto alla principale candidata alla promozione – soprattutto in ragione della ripresa a razzo di Quilmes e Rosario Central, che ambiscono parimenti a tornare in Primera e soffiavano da tempo sul collo dei ‘millonarios’.

Poi, tre successi di fila esattamente come all’andata. Chacarita, Independiente Rivadavia e Desamparados nell’ordine sono state travolte dalla furia di un River capace di segnare nove gol e subirne appena uno, oltretutto a risultato già acquisito e comunque prima che anche Trezeguet mettesse il proprio sigillo. Insomma, meglio che lo scorso agosto quando, pur avendo ugualmente vinto ogni scontro, di gol ne erano stati fatti meno e soprattutto Chichizola aveva sempre preso gol.

Proprio Chichizola è uno dei nomi che non compaiono più fra le priorità di Almeyda. Fattori come il recupero fisico di Vega e Ocampos, le difficoltà di Vella, Arano e Nicolas Domingo, la crescita di Ramiro Funes Mori e l’arrivo di Ponzio e Trezeguet hanno indotto il tecnico a ridisegnare la formazione tipo che oggi, al di là delle contingenze, è il seguente 4-4-2: Vega fra i pali, Abecasis, Maidana, Ramiro Funes Mori e J.M. Diaz in difesa, Ponzio, Cirigliano, Sanchez e Ocampos a centrocampo e davanti due fra Dominguez, Cavenaghi e Trezeguet – sempre che non si opti per un 4-3-1-2 con tutti i tre gli attaccanti schierati contemporaneamente come Almeyda ha fatto intendere che amerebbe fare in ogni occasione.

Per quanto riguarda proprio l’attacco, va riscontrato che il francese sta raggiungendo la forma ottimale poco alla volta e per ora ha fatto solo sporadiche apparizioni partendo dalla panchina; considerato però che anche così ha già saputo segnare 3 gol fra amichevoli e partite ufficiali è chiaro che Almeyda tenderà a utilizzarlo il più possibile. Col Torito che è consolidato capocannoniere (15 gol di cui fra l’altro soltanto uno su rigore) va poi da sé che Rogelio Funes Mori a dispetto della doppietta di settimana scorsa sia destinato a fare da rincalzo – al pari del centrocampista Aguirre, che pure non ha mai demeritato ma ha davanti altri giocatori in grande forma.

Già doppiata la boa, il River guida la classifica a parimerito con l’Instituto di Cordoba ma rispettivamente a un solo punto e a due ci sono Quilmes e Rosario Central e il prossimo appuntamento è proprio coi ‘cerveceros’ di Caruso Lombardi, tecnico mai stato tenero col River – si pensi alla polemica che fece quando guidava il Tigre. Scenario della sfida che vale il primato il Monumental, ma solo in ragione di un anticipo di data per evitare che il primo di una serie di concerti già fissati a Nuñez obbligassero a rinunciare una volta ancora allo stadio dopo che in autunno era stato inevitabile per via della maxi squalifica.

Il Quilmes è la squadra più in forma del torneo, reduce da 8 risultati utili consecutivi e in particolare 5 vittorie nelle ultime 5 uscite e 7 nelle ultime 8. La sfida con questa squadra e quella col Ferro Carril Oeste, che punta a reinserirsi nel gruppo delle prime, apriranno e chiuderanno un marzo molto più fitto di appuntamenti di quanto sia stato febbraio: cinque gli impegni di campionato e uno quello di Copa Argentina. Sette punti che separano le prime quattro dalle inseguitrici e in particolare 10 a fare da cuscinetto fra il River che è primo e la quinta, che a fine giugno sarà la prima delle escluse dalla Promo, fanno ben sperare. Ma il pericolo viene proprio dalla compattezza del gruppo di testa: il fallimento della promozione diretta riservata alle prime due e la conseguente forzatura a uno spareggio magari col San Lorenzo, il Racing o anche il Newell’s – che sono le ennesime grandi in affanno nella Primera, e il Ciclon lo è al punto che attualmente si trova già in zona retrocessione – è un rischio troppo grosso per essere corso.

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