Archivi del mese: giugno 2012

River, la storia si ripete

mio articolo da RIVERPLATE.COM del 30 giugno 2012 riproposto da SOY DE RIVER

Nemmeno il tempo di vincere il campionato e al River si parla già d’altro. Nella testa di tutti c’è il prossimo Apertura con la necessità di attrazzarsi a dovere, il che implica che si stiano considerando eventuali rinnovi contrattuali, nuovi acquisti e possibili cessioni. Detta così, niente di strano. Il fatto però è che alla base delle manovre più importanti c’è un vecchio porblema per certi versi mai risolto a Núñez vale a dire il trattamento riservato dal Club ai suoi idoli.

I presidenti e gli allenatori possono cambiare ma la solfa, ultimamente, è sempre la stessa. In altre parole chi di recente detiene il potere decisionale, chiunque sia, sembra essere caratterizzato dall’incapacità non solo di mediare ma addirittura di parlare con l’altra parte. Ed è talmente identificato con questo ruolo dittatoriale che viene da chiedersi se alla base non ci sia la cattiva fede.

Venendo al sodo, quel che in tempi recenti era toccato a Gallardo e a più riprese a Ortega oggi lo stanno subendo Cavenaghi e il Chori Dominguez. Indipendentemente dal fatto che il primo sia in scadenza di contratto e il secondo invece fosse già previsto che dovesse innanzitutto rientrare a Valencia prima di discutere una qualsiasi ipotetica forma di riscatto, è successo che sono stati entrambi liquidati. Quel che è peggio, tutto è accaduto indirettamente e nello specifico attraverso dichiarazioni unilaterali alla stampa.

Indiziato numero uno di questa conduzione è chiaramente Passarella, la cui indole non è certo un mistero. A colpire piuttosto è Almeyda, che durante la stagione aveva fatto intendere di apprezzare in assoluto i due attaccanti ma che adesso, fresco di parola del Kaiser circa un imminente rinnovo di contratto a lui e al suo staff, si è improvvisamente allineato alla presidenza dicendo che sotto la sua conduzione i due non giocheranno più nel River. Tante grazie per quanto fatto ma basta. Alla base di questa decisione starebbero ragioni tecnico-tattiche: il Pelado vuole una squadra più tonica e veloce ma il Torito sembrerebbe non garantirgli il sufficiente apporto in tal senso mentre invece al Chori sarebbe stato offerto un posto da rincalzo che il giocatore però avrebbe rifiutato.

Sarà. Nessuno di noi ha mai potuto intercettare alcuna conversazione privata fra i protagonisti, ammesso che ci sia stata. Fatto sta che dell’immagine offerta al mondo Almeyda e Passarella non possono non essere coscienti e, avendola creata proprio loro attraverso un certo comportamento, devono anche subirne le conseguenze: sostanzialmente, opposizione popolare.

Ai tempi la depressione di Ortega e la forma fisica di Gallardo potevano anche essere più preoccupanti di quanto già non apparissero a tutti e oggi l’età e le caratteristiche di Cavenaghi e Alejandro Dominguez devono essere forse considerate senza cedere al sentimentalismo. Fatto sta che è davvero insopportabile dover assistere per l’ennesima volta a un teatrino di accuse e controaccuse fini a se stesse, che prevalgono sulle ragioni che tutti vorremmo conoscere e di cui fra l’altro ai soci si dovrebbe render conto.

Tutto si può desiderare e tutto si può teoricamente pretendere, si possono avere visioni opposte e ad Almeyda potrebbe anche dover essere riconosciuta la capacità di gestire un rinnovamento necessario che passasse per scelte dolorose sul piano umano prima ancora che tecnico. Allo stesso modo, chissà, i giocatori potrebbero aver improvvisamente preteso garanzie tecniche ed economiche insostenibili, anche se suonerebbe strano vedergli improvisamente negare i principii che un anno fa furono alla base del loro rientro alla base. Ma quando il minimo comune denominatore dell’operato di chi comanda è sempre e solo l’arroganza allora s’inizia a temere che manchi innanzitutto la sostanza, circostanza che si è già visto a cosa può portare: un incubo da cui al River ci si è liberati appena da pochi giorni e che si deve evitare con ogni mezzo che si ripeta.

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