River, volere non è sempre potere

mio articolo da RIVERPLATE.COM del 18 settembre 2012, riproposto da SOY DE RIVER

A questo punto non c’è più niente da scoprire. I limiti del River di oggi sono ormai palesi. Dopo tante ipotesi, si è capito che le lacune tecniche e la scarsa forma di alcuni giocatori sono aggravate dall’inettitudine tattica dell’allenatore. In definitiva, quindi, la squadra è davvero modesta.

A mancare non è per forza la materia prima. Certo, non sono tutti campioni e anche i giocatori migliori non stanno girando al meglio, ma a mancare è innanzitutto la giusta considerazione delle caratteristiche di molti di loro con la conseguenza che scarseggia anche la convinzione nei propri mezzi – che talvolta aiuta a sopperire alle lacune – di tutto il gruppo. Come risultato, una difesa colabrodo (addirittura la quarta peggiore del campionato con già 10 gol presi in 7 giornate), un centrocampo allo sbando costretto a sfiancarsi per andare in soccorso dei difensori e privo dell’inventiva necessaria a innescare l’attacco e una prima linea invece piuttosto forte (la seconda migliore con 10 gol) anche se per quanto segnalato dalle potenzialità ancora largamente inespresse e soprattutto i cui sforzi sono stati spesso vanificati dalla permeabilità del resto dei reparti.

Responsabile numero uno di tutto questo è certamente Almeyda. Non si scappa. Preso nota dell’avventatezza del mercato che ha fatto condividendo di certo più scelte della dirigenza di quanto non dica, l’ostinazione con cui ripete gli stessi nefasti errori tattici è insieme la causa della crisi attuale e il motivo per cui sarà molto difficile uscirne. Siamo alle solite, le pecche da sottolineare non cambiano ma vanno ricordate ogni volta proprio perché si ripetono di settimana in settimana. Si tratta della fascia sinistra senza troppi ricambi né uomini di ruolo e/o referenti di fiducia del tecnico, dietro come davanti; il centro della difesa, che conta su pochi giocatori di esperienza e i cui protagonisti per di più al momento sono tutti appannati; la rinuncia in via pressoché definitiva a un trequartista. Gli schemi che Almeyda sceglie di volta in volta, inoltre, sono poco più che formule da dare in pasto a giornalisti e tifosi perché poi quanto succede sul campo non li rispetta e, quel che è peggio, non c’è praticamente partita che si riesca a terminare col modulo di partenza. I cambi in corsa, per aggiungere peggio al peggio, sono un altro punto debole dell’allenatore: da quelli impossibili (per mancanza di giocatori di un certo ruolo portati in panchina, si pensi ai difensori contro Colon e Newell’s) a quelli sbagliati da cui deriva che certa gente debba stare dove non sa.

Contro il Velez si è toccato il fondo, al punto che lo stesso Almeyda ha dichiarato che si è trattato forse della peggiore delle sue cinquanta partite da allenatore. Ma dato che lo schema iniziale era lo stesso 4-3-3 (nei fatti però il solito, banale, inadeguato, trito e ritrito 4-4-2) che lo aveva esaltato contro il Newell’s ha concluso che è stata colpa solo della serataccia… Ma è mai possibile che non lo sfiori nemmeno l’idea che (anche) questa pessima prestazione generale sia figlia innanzitutto del caos a cui proprio lui ha condannato la squadra? Perché se contro il Newell’s erano stati soprattutto degli errori individuali a fare il danno (pur nel disorientamento generale della difesa e lo sconquassamento del centrocampo) a Liniers la squadra è stata completamente dominata dal primo all’ultimo minuto e, guardando a tutto il campionato, non si ricordano che pochi e isolati sprazzi di bel gioco.

A prescindere da giocatori disponibili e indisponibili, c’è da dubitare che Almeyda voglia fare i necessari passi indietro già in tempo per il prossimo appuntamento di campionato che è niente meno che il ‘clasico’ col Racing al Monumental (dove in stagione non si è ancora vinto, ci si mette pure la cabala). A dire il vero, è piuttosto improbabile che metterà mai mano a questa squadra. Ma se anche arrivasse a farlo, quanto tempo dovrà ancora passare o cosa dovrà succedere perché rinsavisca? Se quel che succede in campo non lo tocca, lo scuoterà almeno il lento ma inesorabile sprofondare nella graduatoria del Descenso? Da primo che era, il River è già scivolato al quattordicesimo posto ad appena 0,126 punti sopra l’Union che a oggi sarebbe la prima delle tre retrocesse dirette. Che strano modo di amare il River, quello di Almeyda…

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Commenti

  • Piermichele  Il 21 settembre 2012 alle 11:31

    Ciao
    Sono un appassionato di calcio argentino, tifosissimo del River Plate, ho letto che sei ideatore del blog in italiano sulla pagina del River. Potresti mandarmi il link? Collaboro con calcioargentino e questo è il mio w.p dove raccolgo i miei articoli: http://piermichelebasile.wordpress.com/
    Ciao!

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