Discesa agli inferi

La poesia che Claudia ha dedicato all’Independiente, sua squadra, in occasione della retrocessione (dal sito di Clarín del 18 giugno u.s.). Una quanto mai umana, quindi meravigliosa, dimostrazione di affetto attraverso il tempo, lo spazio e lo spirito.

sì dai, tutto quel che vuoi
il don chisciotte e il latino e la poesia
e dio e l’inflazione e mandela che sta male
e madre teresa e papa francesco e i poveri
lo so bene che è per altre cose che si piange
e poi freud e lacan e tutti
i maledetti psicologi
che si credono di poter spiegare tutto
ché poi io sono colta, intellettuale, sono una professoressa
e lo so che c’è gente che muore di fame
o si ammala di cancro
o muore di crepacuore
(lo so, davvero)
ma che non facciano comparazioni adesso che sto piangendo
non vengano a dirmi che la vita è un’altra cosa
pensaci bene, piccola, e piantala
e non esagerare però
sono altre le cose che contano
e guarda che l’importante è la salute
e quelli che non riescono e non riusciranno a capire tutto questo
oggi se n’andassero tutti in malora per piacere
e si chiudessero la bocca e non dessero consigli
né illuminate spiegazioni da opinionisti sportivi

perché sissignore
io l’altro giorno ho pianto impalata davanti alla tele
e allora?
figuriamoci se adesso devo chiedere il permesso per piangere
all’età che mi ritrovo
in menopausa, con tutte le mie cose

sì, ho pianto
e allora?
e le mie maledette lacrime si sono mischiate a quelle di mio padre
quand’era piccolo e adesso che è anziano
e se ne sta di nuovo a sarandí a piangere sempre per le stesse cose
di quando portava i pantaloni corti e non capiva bene
e a quelle della mia amica chuchu
che piange per suo padre che aveva pianto per il ferro
a quelle del mio amico enrique quando toccò a lui
a quelle di mio nipote matias, già un ometto
che piange piange e piange solo per il rojo
a quelle del rolfi che continua a correre anche se quasi non ce la fa più
e ho pianto con sacheri, santoro, il chivo e il pato
col bocha… il bocha, chi lo direbbe?
con quel piccolo e bugiardo diego armando
che a villa fiorito tiene nascosto un gagliardetto del rojo
(ah, non è riuscito a sottrarlo
all’occhio attento e inquisitore di kusturica)
e ho pianto con maril – de la mata – erico – sastre e zorilla
con miceli- ceconatto – lacacia – grillo e cruz

così, di fretta e a memoria
come fa chi viene dal quartiere, altro che sangue blu

sì, ho pianto
e allora?
e questo non cerchi di spiegarmelo nessuno
perché non m’interessa

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