Inicial 2013, San Lorenzo campione

mio articolo da GIANLUCAROSSI.IT del 16 dicembre 2013

Il campionato appena conclusosi è stato davvero insolito. Appassionante in ragione di un sostanziale grigiore che ha tenuto aperta la lotta per il titolo fino all’ultimo munuto dell’ultima giornata, col minor numero di punti accumulati dal campione nella storia dei tornei corti (33), è risultato sorprendente anche in chiave retrocessioni per una serie di inversioni di tendenza che in prospettiva disegnano uno scenario impensabile anche solo due mesi fa.

Ha vinto il San Lorenzo di Pizzi. Nell’ultimo mese e mezzo, con la frenata improvvisa del Newell’s e solo Vélez e in parte il Lanús in grado di ottenere più vittorie scalando posizioni su posizioni, si erano aggiunte alla ‘bagarre’ (ma poi anche tolte) moltissime squadre, fino al numero record di 8 che a sei giornate dalla fine avevano ancora possibilità. Il turno conclusivo, quindi, aveva magicamente messo di fronte le sole quattro rimaste in lizza: San Lorenzo contro Vélez e Lanús contro i campioni uscenti del Newell’s.

A Rosario fra Newell’s e Lanús è finita 2-2, risultato che da solo ha tagliato fuori dalla lotta entrambe. A Buenos Aires, intanto, si è consumato un pareggio ben meno spettacolare, uno 0-0 contraddistinto da una sostanziale apatia e noia eccezion fatta per un palo dei padroni di casa del Vélez e proprio allo scadere una parata miracolosa di Torrico, portiere ospite, quest’ultimo vero episodio decisivo per l’assegnazione del titolo. Aggiungendo a detta prodezza il rigore parato all’ultimo minuto della partita interna col Boca, che garantì la vittoria dei suoi col minimo scarto, proprio il numero uno può essere definito a pieno diritto l’eroe del trionfo sanlorenzista nonostante l’apporto decisivo anche di un giocatore storico come Romagnoli e poi quelli per esempio di Kanneman e Cetto in difesa, Buffarini sulla fascia, Mercier in fase di contenimento, Ortigoza e Piatti in avanti.

Effettivamente, considerando il gioco ma guardando anche solo ai freddi numeri, a dispetto dei favori del pronostico e di un gioco a sprazzi effettivamente arioso e veloce come se non più di quello dei campioni uscenti del Newell’s nemmeno i nuovi padroni d’Argentina possono ventarsi di aver fatto una campagna brillante. Una sola vittoria negli ultimi quattro turni e per il resto solo pareggi non sono certo il ritmo che ci si aspetta dal campione… A pesare, allora, sono state le prestazioni delle altre contendenti: il Newell’s non ha trionfato in nessuna delle ultime otto partite mentre Lanús e Vélez, che pure hanno vinto molto di più, venivano da dietro e comunque hanno finito anche loro rallentando fatalmente.

Corona a parte, assegnata la quale si volta pagina, quel che lascia l’Inicial è una coda che ha importanza soprattutto in chiave salvezza.

La classifica generale del 2012-13, da cui era dipesa la clamorosa retrocessione dell’Independiente, aveva visto primo il Newell’s, secondo il Lanús, terzo il River Plate, quarto il Racing e quinto il Vélez. Quella del Promedio 2013-14, a metà cammino, vede primi appaiati Vélez e Boca, terzo il Lanús, quarto il Newell’s e quinto l’Arsenal (vincitore quest’ultimo della Copa Argentina in finale col San Lorenzo). Quella sempre del Promedio ma 2014-15, però, sta già prendendo corpo e con l’esclusione dei punti accumulati nella penultima stagione riserva una vera e propria rivoluzione.

Con sole altre diciannove partite da disputare, quelle del Final, il Promedio della prossima stagione, che come sempre deciderà le retrocessioni, vede infatti in testa, nell’ordine, Newell’s, Lanús, Vélez, San Lorenzo, Arsenal e Belgrano. A sprofondare sono River e soprattutto Boca, rispettivamente appena settimo e ottavo e nettamente distanziati dai primi, con gli Xeneizes che addirittura hanno solo 2 punti in più del Racing, finito decimo in rimonta grazie all’apporto in panchina di Merlo, capace di conquistare 14 punti su 24 a un ritmo quindi superiore addirittura a quello dei nuovi campioni e che fino a metà Inicial era invece dato a rischio retrocessione dopo che dei primi 36 punti disponibili ne aveva conquistati la miseria di 2.

Nessuna delle due più grandi d’Argentina ha potuto contare su rose della qualità di quelle dei tempi d’oro né su sufficienti giocatori all’altezza della gerarchia di Ramon Díaz e Carlos Bianchi. Al River poi non si è mai trovata una soluzione tattica decente, questione che ha messo sotto processo lo stesso allenatore che ora dovrà vedersela col neopresidente D’Onofrio, successore di Passarella, mentre sul rendimento del Boca non può non aver inciso anche il numero record di sessanta infortuni in quattro mesi fra cui quelli pesantissimi di Riquelme e Gago, per quanto parte della dirigenza tenda anche ad attribuire responsabilità a un tecnico non più intoccabile nonostante sia idolatrato dai tifosi. Riepilogando, per come sono andate le cose, se nell’anno e mezzo a venire Boca e River dovessero ripetere anche solo un semestre come quelli disgraziati che i primi hanno giocato sei mesi fa, arrivando penultimi, e i secondi fino a settimana scorsa, chiudendo terz’ultimi, ci sarebbe il rischio concreto di una nuova retrocessione eccellente. Il che, col River che l’ha già sofferta nel 2011 e l’Independiente lo scorso giugno, pensando anche a quel che è appena successo in Brasile dove il Palmeiras appena promosso dopo un anno di purgatorio ha lasciato il posto in una volta sola addirittura a due grandi come Fluminense e Vasco da Gama, nel panorama sudamericano con tutte le sue difficoltà di gestione dei club non è da escludersi a priori.

A proposito di guai finanziari, in totale contrasto con le ottime ed evidentemente produttive gestioni di Vélez e Lanús, l’uno supercampione 2012-13 e l’altro fresco campione della Sudamericana, il Colón li riassume tutti. Una serie di penalizzazioni frutto di una sentenza FIFA per insolvenza e di un ammuntinamento dei suoi giocatori, che non percepiscono lo stipendio da ormai otto mesi, l’ha relegata in fondo a tutte le graduatorie; che la crisi passi solo per i tribunali o si traduca anche sul campo, difficile pernsare che il club riesca a risollevarsi in tempo per evitare la B.

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