Argentina, riprende il campionato

mio articolo da GIANLUCAROSSI.IT del 5 febbraio 2014

Parte questo fine settimana il campionato, per la precisione il Final 2014.

Campione in carica è il San Lorenzo che a dicembre aveva vinto l’Inicial in volata su Vélez, Lanús e Newell’s. E proprio l’andamento dello scorso torneo, equilibrato come mai prima al punto che nelle ultime 5 giornate le prime quattro classificate avevano racimolato fra tutte appena 6 vittorie, considerando anche un mercato di gennaio senza botti a parte un paio, rende quanto mai difficile un pronostico per quello nuovo.

Storicamente rientrerebbero tra le favorite Boca e River, ma nessun colpo da novanta e il ricordo di quanto fatto nell’ultimo semestre praticamente con le stesse rose obbliga a considerarle fra le pretendenti al titolo solo se altrettante possibilità si riconoscono come minimo ad altre cinque squadre.

Di seguito un veloce quadro della situazione a pochi giorni dal via, con nessun botto in vista.

Gli Xeneizes si sono liberati di Paredes, Guillermo Burdisso e Blandi (mai troppo considerati da Bianchi, di cui il primo è finito in Italia, il secondo al Galatasaray e il terzo al San Lorenzo) per puntare al rafforzamento della difesa e contando contemporaneamente sul recupero fisico di Gago e Riquelme, i due unici potenziali fari del gioco. Alla Banda invece, dopo le elezioni che hanno cancellato la dirigenza corrotta e fallimentare capeggiata da Passarella, hanno pensato di migliorare l’attacco richiamando Cavenaghi; effettivamente, i miseri 12 gol messi a segno nell’Inicial sono stati alla base del recente flop coinciso con la chiusura al terz’ultimo posto ragion per cui la correzione della prima linea almeno sulla carta è la mossa migliore che potessero fare. Nel caso dell’una come dell’altra, però, ci si chiede se quanto fatto nelle ultime settimane sarà davvero sufficiente e il filo di lama su cui camminano i due allenatori, non più intoccabili tanto che ormai sono obbligati a vincere per non essere licenziati, dà credito alla perplessità generale.

Una vera e soprattutto inaspettata rivoluzione c’è stata invece proprio in casa dei campioni in carica. All’indomani del trionfo, Pizzi ha trovato l’accordo col Valencia e la panchina è quindi stata affidata a Bauza. Il trionfo dell’ex idolo del Rosario Central nella Libertadores del 2008, quand’era alla guida della Liga de Quito, fa ben sperare il popolo del Ciclón da un lato in quanto testimonianza di grandi capacità ma dall’altro per motivi anche scaramantici: quella coppa, infatti, è l’unica che il club non abbia mai vinto. In attesa del responso del campo, il nuovo tecnico assieme alla coppia di dirigenti Lammens-Tinelli, rieletta, ha comunque iniziato col piede giusto conducendo un ottimo mercato: preso Blandi, a cui si è appena aggiunto l’esperto Matos dall’All Boys, non sono partiti né Mercier né Ortigoza vale a dire i referenti principali del centrocampo insieme a Piatti.

Un nuovo tecnico ha anche il Vélez, che ha sostituito Gareca col suo vice Oscar Flores. Via anche Insúa (all’Independiente), questa volta non ha comunque sofferto l’emorragia di giocatori che aveva contraddistinto le stagioni passate ed è quindi prevedibile che la squadra mantenga lo standard degli ultimi tempi, che è il più alto d’Argentina: cinque titoli in altrettanti anni, di cui l’ultimo è la Supercoppa conquistata il 31 gennaio.

Ancora più nel segno della continuità ha agito il Lanús targato Barros Schelotto, fresco vincitore della Sudamericana. Nel complesso, confermato il gruppo fondato su tre scarti eccellenti del Boca (Somoza, Lautaro Acosta e Santiago Silva), il difensore votato migliore del Sud America (Goltz) e uno dei portieri candidati a conquistare un posto nella rosa dell’Argentina per Brasile 2014 (Marchesín).

La squadra che più attrae, in base ai campioni che potrà allineare, resta comunque il Newell’s. A Trezeguet, Maxi Rodríguez e Heinze si è infatti appena sommato niente meno che Ever Banega. A rendere ancora più sereno il panorama, poi, la conduzione di uno dei tanti uomini della casa, Berti, che da sei mesi ha rimpiazzato Martino e saggiamente ne ha seguito le orme non effettuando stravolgimenti tattici.

Ma fra i candidati può essere incluso anche il Racing. Dopo il peggior inizio di campionato della sua storia (2 punti in 12 partite) e la sostituzione in sequenza di due tecnici, a metà dello scorso semestre ha finalmente trovato la quadratura del cerchio grazie al ritorno di Reinaldo Merlo finendo per essere addirittura la squadra che più punti ha fatto esattamente da quando il nuovo allenatore è arrivato: 14 in 8 turni. In un torneo nel complesso sotto tono, avesse avuto questo ritmo fin dall’inizio avrebbe vinto il titolo. Un paio di innesti fra attacco e centrocampo cioè i pochi e giusti ritocchi a un gruppo prevalentemente giovane ma già rodato e la forma dimostrata nelle amichevoli di preparazione, poi, inducono all’ottimismo.

Un panorama potenzialmente positivo è anche quello di Estudiantes (con l’intramontabile Verón), Gimnasia, Rosario Central, Belgrano e Arsenal, quest’ultimo vincitore della Copa Argentina. Nell’Inicial hanno tutte saputo supplire a parziali carenze di organico grazie a un grande amalgama e non avendo subito gli organici dei rivoluzionamenti è facile che si ripetano.

In chiave salvezza, infine, poco tempo resta a chi è in difficoltà: a giugno infatti si decidono le retrocessioni. I giochi sembrano essere fatti per il Colón, prima penalizzato e poi smembrato in conseguenza dell’insolvenza economica della dirigenza. Una montagna da scalare l’ha anche il Godoy Cruz, che ha fallito con Palermo in panchina, mentre solo un po’ più di ossigeno, almeno in prospettiva, sembra avere invece l’Argentinos che è stato nuovamente affidato al tecnico con cui vinse per l’ultima volta, Claudio Borghi, ma parte pur sempre ultimo. Attenzione dovranno fare anche Olimpo, All Boys (a rischio penalizzazione per le stesse ragioni del Colón), Tigre e Atlético Rafaela quest’ultimo nonostante la bella ultima campagna.

Non stupisca l’assenza di una grande: l’Independiente. Il Rojo sta giocando in B ma, terzo alla fine del girone d’andata, è presumibile che torni immediatamente in Primera. Favorito assoluto ad ogni modo resta il Banfield guidato da Almeyda, che è alle prime armi ma ottenesse la promozione farebbe già due su due dopo quella col River del 2012 – traguardo più che ragguardevole.

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