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Brasileirão alla retta finale

mio articolo da GIANLUCAROSSI.IT del 17 ottobre 2011

Con soli otto turni ancora da disputarsi, la classifica del Brasileirão appare totalmente caotica. A lottare per il titolo ci sono 5 squadre racchiuse in altrettanti punti, con Vasco da Gama e Corinthians che momentanei leader. Più affollamento ancora c’è per la qualificazione alle coppe dato che sono in una quindicina a poter ancora inseguire il sogno continentale, che si chiami Libertadores o anche solo Sudamericana. Infine, la lotta per la retrocessione è quanto mai appassionante anche in ragione dell’annata disgraziata dei due giganti ‘mineiros’, l’Atletico e il Cruzeiro, con la prospettiva che in caso di tracollo di entrambi Belo Horizonte venga temporaneamente cancellata dalle mappe del calcio che conta visto che il fanalino di coda America è già praticamente condannato.

L’ultima giornata è attesa spasmodicamente ma anche con terrore. Si preannuncia un bagno di sangue, con tutti i principali ‘clássicos’ statali in programma contemporaneamente. Stracittadine, queste, che non saranno storiche solo in quanto tali ma perché di fatto decideranno questo campionato. Ora come ora tutte le squadre di Rio e due delle quattro di San Paolo occupano i primi posti della classifica mentre il Santos, il tormentato Palmeiras di Felipe Scolari e le due rappresentative di Porto Alegre sono in lotta per un posto nelle coppe. Raposa e Galo, infine, come accennato potrebbero verosimilmente giocarsi la permanenza in Serie A in un drammatico scontro diretto e senza appello: a oggi infatti, separate da appena 1 punto, occupano rispettivamente la 16° e la 17° piazza vale a dire l’ultima che vuol dire salvezza e la prima che significa invece retrocessione.

Allo scenario attuale si è arrivati attraverso diverse fasi. Per restare alle prime in graduatoria, più o meno fino a metà campionato a dominare era stato il Corinthians che solo in conseguenza della crisi attraversata a luglio e protrattasi ad agosto, quando nel complesso perse ben cinque volte, ha permesso che da dietro si rifacessero sotto. Andava benissimo anche il Flamengo, la meno battuta di tutte fino a quando anch’esso fra agosto e settembre non ha inanellato una serie nera – nello specifico 10 partite senza vittoria metà delle quali coincisa a sconfitte. Nella ‘bagarre’ si sono quindi inserite le due squadre ‘carioca’ bianconere, Vasco e Botafogo, e il sempreverde San Paolo. Se però Timão e Mengão sembrano aver patito una battuta d’arresto pesante ma circoscritta a qualche settimana, le penultime tre citate sono invece protagoniste da mesi di un continuo saliscendi che, con l’esclusione dei ‘cruzmaltini’ che primi hanno saputo essere e del resto lo sono anche ora, le ha mantenute costantemente a un passo dal primato fra numerosi rimpianti e mai sopite speranze.

Tra i diversi primattori di questo torneo spiccano Diego Souza e Dedé, punti di riferimento di un Vasco che sta facendo del gruppo la propria forza: meritano una citazione particolare anche per essersi guadagnati uno spazio nella Selecão, cosa che soprattutto nel caso del secondo che è un giovane e talentuoso difensore ha accresciuto l’interesse di molti osservatori europei. Nel Botafogo sta andando fortissimo l’uruguaiano Abreu, i cui gol si stanno dimostrando indispensabili alla squadra di General Severiano per puntare seriamente alla vittoria finale. Sempre in ambito ‘carioca’, nel Flamengo di Ronaldinho e nel Fluminense di Fred stanno invece spiccando, rispettivamente, anche i due argentini Dario Bottinelli e Manuel Lanzini, quest’ultimo gioiello del vivaio del River Plate ed erede designato a Laranjeiras di Dario Conca. Come ampiamente dimostrato dai titoli dei nostri giornali, la maggiore densità di talenti si ritrova però nel San Paolo, i cui Rhodolfo, Casimiro, Lucas e Dagoberto sono i veri punti fermi rispettivamente di difesa, centrocampo e attacco con la prospettiva di andare a rinforzare nel prossimo futuro altrettanti reparti di qualche squadra magari italiana. In quanto al Corinthians, che recentemente ha riproposto Adriano, merita la menzione il centrocampista Paulinho. A soli 23 anni è alla seconda stagione col Timão ma, complice anche una decina di reti già segnate in questo anno solare (di cui l’ultima è valsa il primato per i suoi), è diventato praticamente insostituibile e si è anche guadagnato la prima convocazione in Nazionale.

Discorso a parte merita il Santos, che con l’arrivo del tecnico Muricy Ramalho reduce dal trionfo col Fluminense ha saputo vincere la Copa Libertadores e adesso sta risparmiando le forze per poter puntare a un nuovo titolo mondiale – da contendere presumibilmente al Barcellona – quasi cinquant’anni dopo l’ultima volta che lo vinse, con Pelé. Aspettando di scoprire, fra l’altro, se O Rei accetterà la clamorosa offerta del presidente del Peixe di fargli giocare qualche minuto di questa partita, nel Brasileirão i bianchi di Vila Belmiro stanno vivacchiando sulla scorta dei gol del capocannoniere Borges, un veterano per età e militanza in Brasile, e di Neymar, che invece a 19 anni è già prossimo al trasferimento in Spagna, avendo dovuto peraltro rinunciare troppe volte all’apporto di un Ganso continuamente vittima di infortuni.

Per scoprire se questo sarà il terzo anno consecutivo di un Club ‘carioca’ o invece quello del ritorno del titolo nello Stato di San Paolo, dove manca dal successo proprio dell’omonima squadra ai tempi guidata dal solito Muricy Ramalho, datato 2008 al termine di uno strepitoso triennio di successi, dobbiamo attendere ancora un mese e mezzo. Nel frattempo si attende il recupero tra Botafogo e Santos di metà settimana, e chissà che non ne venga fuori un nuovo capoclassifica solitario.