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Sergio Ramos sfida il Barça

mio articolo da MAGIC FOOTBALL del 27 ottobre 2011

Analizzando il momento felice del suo Madrid e quello del Barcellona, che non perde partite ma ha perso un po’ di fluidità, Sergio Ramos ha dichiarato che questo sarebbe un buon momento per affrontare i grandi rivali.

L’andaluso sta raccogliendo enormi consensi in ragione dell’ottima interpretazione del ruolo di difensore centrale che l’infortunio di Carvalho l’ha chiamato a ricoprire. Grazie alle sue prestazioni si è trasformato in uno dei principali protagonisti della dimostrazione di solidità che il reparto arretrato madridista sta offrendo: con lui al centro ha subito solo 1 gol in 5 uscite fra campionato e Champions League, questo contemporaneamente all’esplosione degli attaccanti – che nelle ultime 7 partite, tutte vinte, hanno segnato 22 gol e mai meno di 3 alla volta.

I numeri sono spettacolari. Anche se a ben guardare anche quelli del Barcellona sono notevoli: di reti non ne subisce da 7 partite, di cui 6 vinte e una sola pareggiata, e nel frattempo ha fatto centro 17 volte. Al di là di una vittoria conquistata in più a fronte però di un gol sempre in più preso, quindi, ora come ora la differenza che potrebbe far pendere l’ago della bilancia leggermente a favore del Real Madrid sembra stare nella prolificità. Non tanto in termini di reti, quanto di marcatori. Sì, perché mentre per esempio Higuain e Cristiano Ronaldo sono implacabili Messi invece non segna da tre partite – e ha pure sbagliato il rigore che è costato ai suoi gli unici 2 punti persi in questa miniserie di incontri.

E’ evidente allora che Sergio Ramos dichiarando che questo sarebbe un buon momento per affrontare il Barcellona stesse pensando al gioco. Esageratamente definito involuto quello dei rivali, finalmente corale quello delle ‘merengues’. A detta di tutti, infatti, solo ora il gruppo sembra essersi scrollato di dosso la pressione che Mourinho, con la sua tendenza a controllare tutto forse troppo, aveva generato. Abbiamo ancora nelle orecchie lo sfogo di Cristiano Ronaldo dopo lo 0-2 patito proprio dal Barcellona nella prima Semifinale di Champions League giocata al Bernabeu: schierato da prima punta ad aspettare lanci lunghi, lui che ha la corsa nel sangue, senza poter far nulla per arginare gli avversari, si era sentito frustrato. Ma adesso le cose stanno diversamente. E non si può non notare come la reintegrazione a tutti gli effetti di Kakà e Benzema, qualsiasi cosa fosse successa fra loro e l’allenatore portoghese, si sta rivelando decisiva ai fini del gioco prima ancora che dei risultati. Eureka!

La dichiarazione di Sergio Ramos ci offre comunque l’opportunità di ripercorrere quanto fatto da Real Madrid e Barcellona prima delle loro ultime sfide e anche dopo. In attesa che si reincontrino fra un mese e mezzo, scorrendo i numeri ognuno potrà trovare elementi che rafforzino o meno il pensiero del difensore madridista.

La scorsa primavera era stata contraddistinta da 4 sfide in poco più di due settimane a cavallo fra aprile e maggio, terminate con una vittoria a testa (ma quella del Madrid che è valsa la Coppa del Re) e due pareggi, col risultato che il Barcellona è volato in finale di Champions League e ha respinto l’assalto dei rivali nella Liga. Subito prima, il Real Madrid aveva infilato 15 partite utili consecutive di cui 12 vinte, 2 pareggiate e una sola persa, quella corrisponente alla prima sconfitta interna di Mourinho negli ultimi 9 anni. Il Barcellona, invece, aveva ottenuto 10 vittorie e 1 pareggio.

Dopo quel poker di sfide sono tornati ad incontratrsi in agosto per la Supercoppa di Spagna, finita ai catalani in virtù di un pareggio esterno e una vittoria al Camp Nou con gol di Messi proprio allo scadere – e tutti concordi nel dire che la differenza fra le due squadre non era più così evidente. Nel frattempo, i ‘blancos’ avevano vinto tutte le 11 partite giocate fra Liga e amichevoli estive, col bilancio in campionato di 4 vittorie su 4 al ritmo di 21 gol fatti e solo 4 subiti. I ‘blaugrana’ invece avevano rallentato, pur portandosi a casa la Champions: 13 partite con 7 vittorie, 3 pareggi e anche 3 sconfitte.

Dopo la Supercoppa e quindi nel corso di questa stagione, invece, il Real Madrid ha ottenuto 4 vittorie di seguito (realizzando 13 gol contro 4 soli incassati) prima di tornare a perdere, col Levante che in quell’occasione ottenne la prima delle 7 vittorie di fila che ne stanno facendo l’attuale capoclassifica spagnolo. Il Barcellona invece, a dispetto del nuovo assetto che Guardiola le sta dando coi nuovi innesti e anche per rimediare all’assenza di alcuni infortunati eccellenti, cose che possono aver influito sulla sua contundenza, non ha più perso: mai in nessuno dei 14 incontri giocati fra Spagna ed Europa, allungando così l’imbattibilità a un totale di 16 partite dopo l’ultimo stop, quello in amichevole con l’Espanyol risalente all’inizio di agosto.

E visto che Sergio Ramos e presumibilmente tutti al Real Madrid sognano di vendicare la ‘manita’ dello scorso 29 novembre a conclusione di un anno in crescendo quasi preciso, con la prossima sfida che andrà in scena l’11 dicembre, vediamo per finire com’erano arrivati a quel famoso 0-5. Il Barcellona poteva vantare ben 17 risultati utili di cui 14 da 3 punti ma il Madrid addirittura 26, di cui 5 pareggi e la bellezza di 21 vittorie (in particolare 15 successi e 4 pari targati Mourinho nel frattempo subentrato a Pellegrini).

Considerato che questi ultimi numeri riportati – eccezionali comunque – erano più favorevoli alle ‘merengues’ ci si poteva aspettare se non altro maggior equilibrio la sera di quel 5-0, come lo considerano i catalani. E invece così non fu. Niente di strano, però, perché le statistiche contano fino a un certo punto, vale di più il gioco. E se quel Real Madrid tipicamente mourinhano ne aveva espresso pochissimo, questa volta ce ne si aspetta molto di più perché già adesso sta facendo benissimo, con maggiore equilibrio e l’esaltazione delle reali qualità di ognuno dei campioni che ha. Per questo Sergio Ramos fa bene a essere fiducioso e si comprende che al contempo sia rammaricato che manchi ancora del tempo. Perché è conscio che l’unico ostacolo al suo Real può essere il gioco che sa e potrebbe tornare a fare il Barcellona da qui a dicembre.