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L’altra Coppa

mio articolo da TORO NEWS del 1° febbraio 2011

Mentre la FA Cup 2010-11 è appena al quarto turno, secondo a cui partecipano le squadre di Premier League, già il 27 febbraio prossimo a Wembey si disputerà la Finale di Coppa di Lega.

Questa competizione ha un’importanza chiaramente inferiore rispetto alla Coppa d’Inghilterra ma è significativo che mantenga un appeal maggiore in confronto a tante Coppe nazionali che si disputano in altri Paesi, questo indipendentemente dal posto in Europa che garantisce a chi se l’aggiudica. Le ragioni più evidenti sono tre. Innanzitutto, in linea di massima la si solleva a Wembley, stadio che nonostante l’evidente perdita di fascino dopo essere stato ricostruito rimane uno scenario riservato a poche e prestigiose occasioni, nel quale qualcuno non arriverà mai a giocare o tifare la propria squadra del cuore. In secondo luogo, quand’anche i Club maggiori, strangolati dai mille impegni stagionali, negli ultimi anni abbiano deciso di schierare formazioni alternative costituite principalmente da ragazzi, i giovani calciatori lanciati hanno trovato in questa vetrina una reale occasione per guadagnarsi la fiducia dei rispettivi manager, ricambiata attraverso il successivo inserimento fra i titolari senza necessariamente passare per una lunga serie di prestiti ad altre Società. Non si è quindi mai avvertita l’intenzione di nessuno di partecipare giusto per onor di firma e di conseguenza le sfide sono sempre risultate autentiche. Terzo, ma non meno importante, la peculiarità del suo svolgimento.

Venne istituita negli anni Sessanta come manifestazione serale di metà settimana. In assenza di un numero eccessivo di impegni, infatti, si pensò di approfittare dell’installazione dei riflettori sui campi delle maggiori Società del Paese per dar vita a una nuova competizione. Il motivo per cui a potervi partecipare sono esclusivamente i 92 Club professionistici d’Inghilterra, vale a dire quelli iscritti alle prime quattro categorie, risiede proprio nel fatto che inizialmente a potersi permettere i riflettori fossero solo i più ricchi e quando poi quasi tutti nel corso dei decenni arrivarono a essere parimenti attrezzati non si ritenne di rivedere questa formula. Ancora oggi, così, si gioca solo le sere di metà settimana, Finale a parte, senza che il campionato si debba fermare come invece accade in occasione dei diversi turni di FA Cup dal terzo in poi, i cui incontri oltretutto sono di regola diurni.

Complessivamente, dal primo turno eliminatorio alla Finale, le fasi sono sette e praticamente tutte prevedono partite secche. La sola eccezione infatti è rappresentata dalle Semifinali, che si decidono attraverso incontri di andata e ritorno. Originariamente anche la Finale si giocava con una doppia sfida, ma dopo le prime 6 edizioni si passò a un unico atto in programma a Wembley e così ha continuato a essere fino a oggi con la sola parentesi delle sette stagioni durante le quali si stava ricostruendo lo storico impianto e scenario della partita decisiva fu il Millennium Stadium di Cardiff. Lontano da Londra la Coppa si decise anche in altre 5 occasioni, ma solo perché dopo la prima partita all’Empire Stadium si rese necessario un replay: di queste ripetizioni, 3 si disputarono a Manchester (2 all’Old Trafford e 1 alla Maine Road), 2 a Sheffield (entrambe a Hillsborourgh) e 1 a Birmingham (al Villa Park). Nel 1977 di replay ce ne vollero addirittura 2 e alla fine l’Aston Villa ebbe la meglio sull’Everton; tutte e tre queste partite, oltretutto, andarono ai supplementari.

Senza dimenticare che alcune Società decisero di non prendere parte alle prime edizioni, regina della competizione è il Liverpool con 7 successi su 10 Finali disputate, anche questo un record. I Reds sono anche l’unica squadra ad aver inanellato 4 trionfi consecutivi, tutti negli anni Ottanta quando per la prima volta sollevarono questo trofeo. Il Manchester United, che di Coppe di Lega ne ha vinte 4 al pari di Tottenham, Nottingham Forest e Chelsea, non entrò in sintonia con questa manifestazione per un tempo ancor più lungo, tant’è vero che dovette attendere addirittura gli anni Novanta per scrivere il proprio nome nell’Albo d’Oro. La seconda piazza in questa speciale graduatoria spetta invece all’Aston Villa, che ha vinto 5 volte ed è anche stata il primo campione. Curioso come delle prime 6 Finali, le uniche assegnate con partite di andata e ritorno, 3 siano andate proprio a Club di Birmingham e dintorni: appunto l’Aston Villa e poi Birmingham City e West Bromwich Albion. Il Wolverhampton, quarta squadra della zona, avrebbe invece vinto due volte a cavallo fra anni Settanta e Ottanta.

A proposito di Birmingham City, è questa una delle due finaliste dell’attuale edizione. L’altra è l’Arsenal. Mentre i Blues hanno un saldo in pareggio tra Finali vinte e perse, con la sconfitta relativamente recente del 2001 che fece seguito alla vittoria nel ‘63, lontana ma gustosissima essendo stata ottenuta sui cugini dell’Aston Villa, i Gunners hanno trionfato 2 volte ma ben 4 hanno invece perso, dividendo questo primato negativo col Manchester United. Il loro ultimo successo, per di più, risale a quasi vent’anni fa: era il 1993 quando ebbero la meglio sullo Sheffield Wednesday, che quell’anno superarono anche nell’atto conclusivo della FA Cup. Le più famose Finali di Coppa di Lega disputate dall’Arsenal restano però quelle sorprendentemente perse nel 1969 contro il piccolo Swindon Town, che allora militava in Terza Divisione, e nel 1988 al termine di un incontro rocambolesco contro il Luton Town; era questa un’altra squadra di rango inferiore, ma stava vivendo un periodo d’oro durante il quale raggiunse anche la successiva Finale, che coincise con la conclusione di un quinquennio di quasi esclusivo dominio della competizione da parte di Club poco quotati fra cui anche Norwich City e Oxford United.

Sarebbe sufficiente trovare questi ultimi nomi nell’elenco dei vincitori e affiancarli a quelli delle grandi squadre di sempre, che non poche volte hanno saputo superare, per riconoscere anche alla seconda Coppa inglese un grande fascino. E’ una competizione vera, a cui si è sempre partecipato con l’intenzione di conquistarla, foss’anche per compiere quel movimento liberatorio che consiste nel sollevare una trofeo, il primo e per questo più sacro dei gesti che dall’alba dei tempi calcistici significa vittoria.