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Boca, è il turno di Araujo

mio articolo da MAGIC FOOTBALL del 7 novembre 2011

Il buon momento del Boca non sembra aver fine. Prima della pausa per gli impegni della Nazionale è uscito indenne anche dal campo del Velez, complicato al punto che non ci aveva vinto nemmeno nelle sei precedenti partite. Certo, non fosse stato per il rigore sprecato da Schiavi questo confronto terminato comunque favorevolmente avrebbe potuto rappresentare l’ideale passaggio del testimone fra campioni uscenti e futuri, club che oltretutto si sono divisi la metà dei titoli dell’ultimo decennio. Fallito l’obiettivo della posta piena a Liniers, se l’Apertura finirà davvero per tingersi di ‘azul y oro’ lo sapremo comunque presto, forse già dopo l’altra supersfida in programma alla ripresa del campionato, col Racing secondo in classifica, e quella successiva col Godoy Cruz.

Nonostante dopo tre anni e cinque campionati corti di delusioni quel che più preme ai tifosi adesso sia tornare a vincere, ed è facile che succeda, c’è un ulteriore motivo di soddisfazione per tutti gli ‘xeneizes’. E questo come molti altri ha un nome, anzi nome e cognome, nel caso specifico quello di Sergio Ezequiel Araujo cioè l’ennesimo attaccante in erba che si è guadagnato un posto al sole in questo semestre.

Per avere la conferma del fatto che ogni cosa ha una ragione di esistere che spesso va oltre le apparenze si può tranquillamente pensare alle vicissitudini che sta attraversando il reparto avanzato del Boca e a come Falcioni ne stia venendo fuori. Ritiratosi Palermo, sembrava che si potesse contare su Viatri e, dal punto di vista tecnico e dei risultati, così è stato. Il ‘Puma’ si è però infortunato di recente, con la prospettiva di dover restare lontano dai campi per sei mesi. Al suo posto allora è stato lanciato il giovane e quasi debuttante Blandi, che nonostante appena gettato nella mischia avesse avuto forti incertezze nelle due successive partite ha segnato altrettante doppiette. Poi, manco a dirlo, ecco l’infortunio anche per lui. Niente di serio, ma sufficiente a impedirgli di esserci all’Amalfitani dove allora è stata la volta di Araujo, il quale ha così ritrovato la titolarità dopo quasi un anno. Quindi, come si diceva, alla fine tanti infortuni hanno condotto al lancio di una serie di giovani e autentici talenti che forse al Boca, se non altro in termini numerici, mancavano da troppo.

Araujo ha appena diciannove anni e ha già fatto esperienza con l’Argentina Under-17, 20 e 22, trovando più spazio in Nazionale che nel club di appartenenza come spesso tocca ai ragazzi promettenti che giocano per squadre forti e imbottite di campioni. Col Boca, comunque, aveva esordito già a fine 2009 su iniziativa dell’allora tecnico Alfio Basile, per poi ottenere un altro traguardo importante per una punta e cioè il primo gol da professionista sotto Pompei. A dargli la sferzata forse decisiva, però, fu Claudio Borghi che rivedendosi un po’ in lui alla sua età non gli permise di farsi distrarre all’inizio di una carriera che avrebbe potuto essere splendente e oggi sembra destinata a esserlo sul serio. E’ superfluo sottolineare come certi tecnici, al di là della fortuna o meno del momento, possano giocare altri ruoli fondamentali – per esempio sul piano umano – e che quindi se anche concludono un ciclo senza vittorie come fu quello del ‘Bichi’ a metà 2010 debbano ugualmente meritare grande considerazione.

A proposito di tecnici, sono proprio le parole di chi lo ha allenato nell’Under-20 a svelare le caratteristiche di questo attaccante di un metro e ottanta ma non possente. Walter Perazzo l’ha definito tecnico, rapido, abile nell’uno contro uno e per natura portato a svariare su tutto il fronte d’attacco, sempre pronto a partecipare alla manovra ma anche in grado di andar via da solo. Tutte caratteristiche che pur nelle due sole occasioni in cui si è messo in luce a Liniers sono apparse evidenti: un rigore guadagnato su incursione dal limite dell’area e un potenziale assist.

Si capisce allora perché su di lui avessero già da un po’ messo gli occhi Real Madrid e Barcellona, anticipando la vera o presunta corsa al giovane campionissimo che di questi tempi ha come oggetto del desiderio Neymar. Il presidente Ameal però non cedette al gioco al ribasso di alcuno dei due giganti spagnoli e così il ragazzo è ancora in Casa Amarilla. Risultato della volontà del numero uno ‘xeneize’ è che adesso Araujo è sul punto di andare a integrare il folto gruppo di campioncini fatti in casa di cui fanno parte Colazo, Erbes, Chavez, Gaona e Blandi i quali, non dimentichiamolo, sono pronti a seguire le orme di un idolo ormai consolidato che però tale è diventato da molto poco: Viatri.

Insomma, a dispetto di alcune contrarietà sembra che al Boca tutto stia andando benone. Le cose stanno cambiando e la piega che hanno preso fa davvero bene al calcio.