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Fluminense, Fred ha fatto cento

mio articolo da MAGIC FOOTBALL del 3 ottobre 2011

Sabato scorso, in occasione dalla partita di campionato contro il Santos, Fred ha disputato la sua centesima partita con la maglia del Fluminense.

Originario del Minas Gerais, il 26enne attaccante brasiliano ha vissuto i momenti più importanti della propria carriera lontano da casa, nello specifico in Francia col fenomenale Lione dello scorso decennio e a Rio de Janeiro col Tricolor carioca.

Lasciata la terra natia senza aver vinto niente né con l’America né col ben più quotato Cruzeiro, ma pur sempre dopo aver conquistato un titolo di capocannoniere statale, in Francia ha saputo ritagliarsi spazio a suon di gol nonostante la concorrenza nel raparto offensivo di campioni del calibro di Malouda e soprattutto dell’allora emergente Benzema. Il suo impiego a singhiozzo, particolarmente in Europa e nelle competizioni nazionali di minore importanza, ha certamente sporcato le statistiche del lustro trascorso di qui dall’Atlantico, però con riguardo al solo campionato il numero di reti realizzate resta comunque di tutto riguardo: 34 in 88 partite. Non troppo rispetto a quanto già fatto in patria (in totale 98 in 122 incontri), ma la quantità di volte in cui è partito dalla panchina sottolinea la sua capacità di entrare subito in partita ed essere decisivo. Per chi non l’avesse seguito in quegli anni e non abbia quindi presente questa sua attitudine, basti ricordare il gol segnato con la maglia del Brasile nella fase a gironi dell’ultima Copa America: messo in campo solo all’81’, dopo appena 8 minuti, allo scadere, ha realizzato la rete necessaria a evitare il ko contro il Paraguay. Più o meno quanto era già successo ai Mondiali del 2006: entrato contro l’Austria all’86’, fece gol all’88’.

E’ risaputo: benché sia famoso anche per aver segnato la rete più veloce nella storia del calcio brasiliano (3 secondi, ai tempi delle giovanili con l’America Mineiro), Fred ha vissuto soprattutto momenti cruciali all’ultimo respiro. Dopo quelli ricordati ne va menzionato almeno un altro, risultato questa volta sportivamente tragico: il rigore decisivo sbagliato sempre nella Copa America 2011 e sempre contro il Paraguay, ma ai Quarti. E a proposito di rigori, nella memoria di moti tifosi ne è rimasto un altro di cui ancora si parla perché, a dispetto della minore importanza rispetto al precedente, di per sé avrebbe potuto essere spettacolare: quello in Copa do Brasil, la stagione precedente, battuto con la cosiddetta ‘paradinha’ ossia la finta del tiro prima del tocco effettivo. Episodio, questo, con cui veniamo finalmente a parlare della sua esperienza al Fluminense.

Al Club di Laranjeiras approda insiema a Deco a inizio 2009, quando la presenza di Benzema al Lione è ormai soffocante. Inevitabile il successo riscosso presso i tifosi: prima, all’esordio, mette a segno una doppietta, poi resiste alle lusinghe del Napoli di De Laurentiis, che anche su di lui avrebbe puntato per la rifondazione della squadra. Avesse ceduto, non sarebbe stato protagonista di una pagina storica del Tricolor: tempo un anno e mezzo dal suo acquisto, infatti, vince il campionato nazionale, che il Club non si aggiudicava da un quarto di secolo. E’ certamente il capolavoro dell’allenatore brasiliano più vincente di questi anni, Muricy Ramalho, e la squadra ruota innanzitutto attorno all’argentino Dario Conca, ma le 5 reti che Fred riesce a segnare nonostante un lungo infortunio hanno il loro peso e alla fine risultano anch’esse decisive nella vittoriosa volata a tre – caso vuole con una sua ex squadra, il Cruzerio, e il Santos del già prolifico Neymar, nell’occasione vicecapocannoniere.

Proprio di fronte a Neymar e Muricy Ramalho – che nel frattempo è diventato allenatore del Peixe – Fred ha appena festeggiato le cento partite col Fluminense, in cui a proposito sta segnando alla media di un gol ogni due partite. E nonostante non abbia fatto centro e non abbia nemmeno concluso la partita, questa volta sostituito e non sostituto, ha partecipato a una vittoria sul filo di lana (3-2) con gol decisivo al quinto minuto di recupero – dopo che gli ospiti avevano momentaneamente pareggiato allo scadere – realizzato niente meno che dal giocatore che era entrato in campo al suo posto all’87’: visti i precedenti, un’occasione tanto importante non poteva che concludersi così.