La strana coppa

mio articolo per COMUNITA’ ITALIANA di Rio de Janeiro

Il prossimo 20 maggio, a Roma, Juventus e Napoli si affronteranno nella finale di Coppa Italia.

In attesa di capire come si chiuderà il campionato, è questa l’occasione migliore che hanno per tornare a vincere un trofeo importante dopo molti anni. Troppo poco il primo posto in Serie B di cinque anni fa per la Juve travolta da Calciopoli, dopo che sul campo aveva vinto gli scudetti del 2005 e 2006, poi perduti, e l’ultima volta che il suo nome è stato scritto in un Albo d’Oro di prestigio risale quindi al 2003. Ancora più sospirata, però, sarebbe l’affermazione del Napoli: non vince infatti nulla di importante dal 1990, quando aveva conquistato il suo secondo titolo italiano.

Strana competizione, la Coppa Italia. Inaugurata nel 1922, ben 24 anni dopo il primo campionato nazionale ma comunque parecchio tempo fa, le si è sempre data poca importanza – ancor meno da quando alla Champions League, con la sua gloria e soprattutto i suoi soldi, si qualificano le prime tre o quattro classificate in campionato, quindi anche chi non vince nulla. Ora conquistarla dà accesso solo all’Europa League, che avendo premi molto inferiori a quelli della Champions di questi tempi viene considerata più che altro una noia.

La ‘coppa del nonno’, com’è ironicamente chiamata, è la classica arma a doppio taglio: una volta che si arriva in finale, infatti, vincerla conta poco ma perderla è comunque motivo di scherno. C’è però qualcosa che sembra restituirle dignità sportiva a dispetto dell’opinione diffusa: spesso, infatti, ad aggiudicarsela sono state squadre in grande ascesa che si sarebbero presto dimostrate capaci di ottenere risultati ancora maggiori. Ripercorrere alcune tappe recenti di questa manifestazione aiuta allora a capire qualcosa in più circa lo sviluppo di un movimento calcistico che offre novità col contagocce.

Partendo dalle prossime finaliste, la Juve detiene il record di successi assoluti (9, a parimerito con la Roma) anche se l’ultimo risale al 1995. Vincesse quest’anno, potrebbe voltar pagina dimostrando coi fatti di essersi lasciata definitivamente alle spalle la crisi tecnico-societaria coincisa con l’assenza di risultati seguita a Calciopoli. Da par suo, il Napoli è anch’esso impegnato nel tentativo di rilanciarsi venendo da una lunghissima cavalcata iniziata nel 2004-05, quand’era sprofondato in Serie C per via del fallimento. L’ultima volta che ha alzato questa coppa risale al 1987, con Maradona, quando fece doppietta col campionato e pose le basi per un futuro nel calcio che conta fino ad allora impensabile. Si trattò di una vera e propria impresa, inferiore solo un altro trionfo proprio in Coppa Italia, quello degli anni Sessanta quando gli azzurri erano riusciti a vincerla pur essendo iscritti alla Serie B – exploit tutt’ora ineguagliato. Memori di questo, sotto il Vesuvio si augurano che non finisca come nel ’97 quando persero contro il Vicenza di Guidolin che pur non essendo iscritto alla serie cadetta non rientrava comunque nel novero delle formazioni più accreditate.

Ci sono però numerose altre affermazioni indicative di un progetto finalmente decollato.

Negli anni Ottanta la Samp vinse tre volte, più di tutti in quel decennio, e l’ultima precedette di appena un anno l’affermazione in campionato, cui nella stagione seguente seguì la finale di Coppa dei Campioni. La Lazio tornò a vincerla dopo quasi mezzo secolo a fine anni Novanta, quando riuscì anche a conquistare il suo secondo scudetto. L’Inter lo fece nelle stagioni 2004-05 e 2005-06, immediatamente prima di vincere il primo scudetto sul campo della storia recente, quello del 2007, ben due decenni dopo quello precedente; nel 2010, poi, se non l’avesse vinta non avrebbe ottenuto il famoso ‘triplete’ e con questo si torna all’indiscutibile importanza che talvolta può avere. Il Torino, nobile decaduta del nostro calcio, l’aveva vinta per l’ultima volta nel 1993, quasi vent’anni dopo l’ultimo alloro, e quel risultato fu il principale indicatore di una felice benché breve primavera che stava vivendo dopo che la stagione precedente aveva raggiunto addirittura la finale di Coppa UEFA. Proprio dopo i granata, che hanno perso 8 finali, Milan e Roma sono le squadre che hanno sfiorato più volte il titolo, 7. I giallorossi, però, come detto detengono con la Juventus anche il record di vittorie e con 6 finali disputate solo negli ultimi dieci anni e in particolare le due affermazioni del 2007 e 2008 hanno dimostrato di essere la seconda forza assoluta del penultimo periodo, quello di dominio nerazzurro.

Con questi presupposti, che a contendersela fra un mese siano Juventus e Napoli non stupisce. In costante crescita come si stanno dimostrando, infatti, non formano una strana coppia. Strana, resta la coppa.

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