Manchester contro

mio articolo da GIANLUCAROSSI.IT dell’8 gennaio 2012 (col titolo ‘Inghilterra, Manchester vs Manchester), riproposto su VAVEL.COM

L’ultimo derby di Coppa d’Inghilterra fra Manchester City e United lascerà parecchi strascichi. Si è scritto l’ennesimo capitolo della storia recente di un confronto da cui dovrebbe uscire il migliore d’Inghilterra ma ancora va stabilito in base a quale trionfo vada assegnato questo titolo e, prima ancora, se possa essere un trionfo a stabilirlo.

Finora in questa stagione si sono giocati tre derby. Al City è andato quello storico dell’Old Trafford ma lo United ha fatto suoi i due decisivi, senza appello, di Community Shield e FA Cup. Il City resta avanti di 3 punti in Premier League ed è in semifinale di Coppa di Lega ma è fuori dalla coppa nazionale più prestigiosa. Entrambi, poi, sono stati retrocessi dalla Champions all’Europa League.

Venendo più nello specifico all’ultimo confronto, domenica fra gli indisponibili illustri c’erano Balotelli, Dzeko, Barry e i fratelli Touré (Hart invece non è stato schierato da Mancini) per il City mentre per lo United ovviamente Vidic e poi Smalling, Fabio, Fletcher, Cleverley, Young e Owen. La prima domanda da porsi – provocatoria – è sui Citizens ed è se allora Agüero, Nasri e Johnson che hanno giocato da titolari non siano da considerarsi riserve: solo in questo caso si troverebbe un alibi a questa débâcle e oltretutto se così fosse allora la squadra non potrebbe essere considerata sufficientemente attrezzata per vincere tutto come invece si afferma. La seconda riguarda i Red Devils ed è se non si debbano riconoscere davvero molti più meriti a un gruppo tartassato dagli infortuni che, pur avendo denunciato la stessa carenza di fluidità di gioco che gli è costata le due ultime sconfitte di fila in campionato e una serie fatale di pessimi risultati in Europa, non molla.

A queste due domande ne deve però seguire necessariamente una terza. Premessa: lo United sta avendo una stagione sotto tono rispetto al solito (benché anche in conseguenza delle condizioni psico-fisiche in cui versa da tempo, gravi al punto che si è dovuto richiamare Scholes) ma è secondo in campionato ed è andato avanti in coppa. Domanda: non è che almeno in ambito nazionale il livello generale si sia abbassato? Il confronto con questo nuovo, tecnicamente impressionante ed organizzatissimo City che è momentaneamente primo della classe obbliga a chiedersi dove stia la verità, perché sulla carta la differenza rispetto allo United più farraginoso degli ultimi quindici anni è evidente ma risultati alla mano il divario praticamente non esiste.

A chiarire ogni dubbio sarà il tempo. Il City potrebbe non reggere di testa e lo United potrebbe invece crollare del tutto fisicamente. A oggi sono questi i rischi maggiori che corrono. Ma i conti si faranno solo al termine e, fino ad allora, ci sarà spazio unicamente per supposizioni – a volte in netto contrasto.

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